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Calcio Under 12 e Ragazzi in ritiro ad Angolo terme

Sabato ore 7h00 piazzale della Chiesa, faccine un po’ assonnate spuntano dalle tute “verde SAMZ” mentre sistemiamo i borsoni nelle auto e ci prepariamo alla partenza. Il tempo di ricevere il saluto da Don Davide, aspettare gli ultimi ritardatari e tra l’entusiasmo generale si parte.

Un paio d’ore di viaggio e giungiamo a destinazione ad Angolo Terme, un paesino circondato dalle montagne vicino a Boario, in una delle splendide valli Bergamasche. La struttura è molto accogliente, pulita, con arredi nuovi e si respira un clima familiare. Giusto il tempo di sistemarci nelle camere, vestirci per il primo allenamento e si riparte. Raggiungiamo il campo da gioco passando in mezzo a stradine strette e casette che solitamente vedi solo nei presepi.

Il campo da gioco è in erba, circondato da montagne, il paesaggio è bellissimo, l’aria è frizzante.
Si comincia con un po’ di corsa lenta tutti insieme, a seguire stretching e poi finalmente arriva il momento degli esercizi con i palloni…
Dopo aver riempito le borracce mi siedo sulla panchina ed osservo le varie zone del campo.
Franco allena i portieri, Rosario e Simone seguono gli altri ragazzi nei vari esercizi con la palla, Paolo a bordo campo dispensa consigli a chiunque gli passi a portata di mano, si alza piedi, li ferma uno a uno, simula i movimenti con il corpo ed alla fine quando pensa che abbiano capito, li congeda con una pacca sulla spalla. Il campo è disseminato di birilli, scalette, tappetini che disegnano vari percorsi, ognuno con una funzione specifica propedeutica all’esercizio di turno. Anch’io che da piccolo non ho mai giocato a calcio ho per un attimo l’illusione di cominciare a capirci qualcosa, ma proprio quando il loro impegno e la loro passione cominciano a contagiarmi ecco che arrivano Achille, Salvatore e Giorgio reduci dal panificio del paese. Le mie velleità sportive si spengono in un attimo e mi gusto le specialità del posto appena sfornate, del resto è risaputo che la montagna stuzzica l’appetito…

I ragazzi corrono, faticano e si divertono, il tempo vola ed è già ora della partitella di fine allenamento.
È ora di pranzo, negli spogliatoi regna il caos, sembra sia esplosa una bomba, doccia al volo e si riparte. Tutti a tavola, dalla cucina spuntano dei piatti di lasagne che non temono confronti, giusta ricompensa dopo tanta fatica, a seguire scaloppine con purè di patate, le porzioni sono generose ed è tutto buonissimo. Ci alziamo da tavola più che soddisfatti e ci concediamo una mezz’ora di relax prima di riprendere con le attività pomeridiane.

Nel pomeriggio è previsto un torneo triangolare con una squadra locale, quindi tutti in divisa e si riparte.
Arrivati al campo si percepisce subito il clima di amicizia e di festa, abbiamo voglia di divertirci. C’è il pubblico intorno al campo, alcune mamme della squadra locale stanno già preparando la merenda, intravedo del pane e Nutella, penso che sono nel posto giusto. Prima di cominciare facciamo una foto tutti insieme, mischiati ed abbracciati con gli avversari a centro campo. C’è un leggero venticello, tutto è perfetto, sono sempre più convinto che ci divertiremo.

Ora si gioca, palla al centro e via.
Un primo goal, poi un altro…. Anzi no, parata!
Rinvii, corse, contrasti, scatti lungo la fascia, cross in mezzo, goal !!!
I mister a bordo campo non si risparmiano, indicano ai giocatori la posizione corretta in campo, dispensano consigli ed indicazioni di gioco. I ragazzi corrono e si divertono, giocano tutti per vincere e fare bella figura, la sportività non viene mai meno, il campo è grande bisogna passare la palla e giocare di squadra, essere determinati quando l’azione è nella propria zona del campo.
Il pubblico apprezza lo spettacolo ed applaude al termine delle azioni più emozionanti. Io applaudo alla merenda offerta con generosità a tutti i ragazzi al termine del torneo.

Dopo la doccia rientriamo alla base e ci prepariamo per la cena.
Il menù serale prevede pizza per i ragazzi, mentre per noi adulti un assaggio di carne con fagioli e cipolla. A seguire non può mancare un assaggio di formaggio locale con relative marmellate fatte in casa. Tra una chiacchiera e l’altra a tavola c’è l’occasione per conoscersi un po’ meglio, raccontarsi ed ascoltarsi. La serata è splendida, invita a stare all’aperto, ci dedichiamo ad una scopa d’assi mentre i ragazzi giocano e scorrazzano nel cortile.
Quando c’è da fare festa è facile fare squadra, i ragazzi sanno come divertirsi, a loro basta poco per farlo. Una bella mischiata al mazzo di carte e comincia la sfida. Re, donna, sette, asso piglia tutto…nooo, scopa !!! Al termine di ogni mano si discute sulle giocate sbagliate e delle strategie di gioco, proprio come nel calcio. I ragazzi per essere sera sono molto attivi e si divertono, non sembrano accusare la stanchezza della giornata, la voglia di stare insieme li alimenta. Nel silenzio della valle rimbomba l’eco della loro vitalità, noi confidiamo nella tolleranza del vicinato. Ad una certa ora si rientra in camera, pigiama, denti e tutti a letto.
La luce si spegne ma si continua a scherzare, a ridere, qualcuno ha voglia di dormire, qualcuno no.
Andiamo avanti per un po’, poi piano piano la stupidità si smorza e la stanchezza riporta il silenzio. Dal campanile a fianco si sentono i rintocchi delle campane, forti ed assordanti che scandiscono ogni ora.

La mattina sono le stesse campane a svegliarci, in questo posto non serve puntare la sveglia sul cellulare. Il risveglio ha modalità diverse a seconda dei soggetti. Qualcuno salta come un grillo ed è già iperattivo fin da subito, altri ci mettono un po’, qualcuno vaga per la sala da pranzo con felpa e cappuccio modello Jedi, la maggior parte ha facce assonnate e capelli improbabili che s’impennano sulla testa. Facciamo colazione e ci spostiamo in centro paese per l’allenamento della mattina. Il campo dell’oratorio in erba sintetica è molto bello, il sole risplende, le montagne ci fanno da cornice, non potremmo chiedere di meglio.
Avrei voglia di sgambettare anch’io, di fare due tiri in porta, ma desisto, sono fuori quota…
Osservo i ragazzi come lavorano seguendo le indicazioni dei mister, cambiando di volta in volta esercizio, impegnandosi, correggendosi e divertendosi.

Guardo e penso che un altro calcio è possibile, un calcio non urlato, non stressato, non sminuito, non
umiliato, …un calcio ricco di passione e di voglia di trasmetterla, semplicemente stando vicino ai ragazzi, in mezzo a loro, anzi no, mettendo loro al centro, sempre e comunque.
Penso che non basti una bella divisa o una bella tuta per fare di un ragazzo un campione.
Per diventare un campione penso serva un grande cuore ed un grande coraggio, dentro e fuori dal campo.
Infine ci vuole qualcuno che ti faccia vedere il talento che hai dentro e te lo sappia tirare fuori.

Oggi è domenica, terminato l’allenamento ci spostiamo in chiesa per la messa, all’interno della quale
rimaniamo sorpresi dalla ricchezza delle opere d’arte, alcune in fase di restauro, che custodisce. Il parroco ottantenne è un diesel, parte in sordina, poi si ravviva alla lettura del Vangelo. Anche l’omelia è inaspettatamente un ulteriore crescendo di energia, che catalizza la nostra attenzione. Finita la messa rientriamo per il pranzo. La pasta al sugo è talmente buona che qualcuno dei ragazzi si concede un bis, segue uno spiedino di carne appoggiato su un cuscino di polenta e circondato da patate arrosto.
Un bel salame nostrano e formaggio locale, completano le portate. Ci godiamo le prime ore del pomeriggio, gli ultimi istanti insieme, l’ultima partita a scopa, le ultime risate, facciamo i bagagli, carichiamo tutto in macchina e siamo pronti per il rientro. Nelle nostre intenzioni è prevista una sosta gelato sul lago, ma un traffico inaspettato lungo la via del ritorno ci fa desistere, peccato perché sarebbe stato un finale perfetto. In auto qualcuno crolla in un sonno profondo, l’adrenalina cede il passo alla stanchezza. Qualcun altro rimane sveglio e ripensando ai giorni appena trascorsi mi chiede quando faremo il prossimo.

Non so, sinceramente pensavo i ritiri fossero una punizione per i giocatori che non vincono le partite, ora invece penso che il prossimo potremmo farlo al mare, magari in primavera….,
così recuperiamo il gelato che non siamo riusciti a mangiare oggi !!!

 

Vito Clemente

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